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L'ELOGIO DEL NEGATIVO.
Le origini della fotografia su carta in Italia 1846-1862
Firenze, 10 settembre > 24 ottobre
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L'ELOGIO DEL NEGATIVO.
Le origini della fotografia su carta in Italia 1846-1862


Firenze
MNAF - Museo Nazionale Alinari della Fotografia
Piazza Santa Maria Novella 14a r
Dal 10 settembre al 24 ottobre
Orario: lunedi, giovedi ore 15-19; martedi ore 10-15
Venerdì, sabato, domenica 10-19
Chiuso il mercoledi
Prezzi: biglietto intero € 9,00; ridotto € 7,50;
Telefono 055-216310, e-mail mnaf@alinari.it
Il biglietto è comprensivo della visita al Museo

Dopo le primissime esperienze condotte in campo fotografico, che portarono alla realizzazione di immagini in esemplare unico – come la dagherrotipia, o i disegni fotogenici, o il cosiddetto positivo diretto di Hippolyte Bayard – William Henry Fox Talbot rese noto il primo procedimento negativo-positivo, vero antesignano della fotografia moderna, che permise di ottenere diverse immagini positive da un unico negativo, realizzato su carta. A differenza della pratica moderna, il procedimento di Talbot richiedeva un intervento diretto dell'autore nelle varie fasi di preparazione, un controllo costante nel processo di sviluppo, una conoscenza della chimica e una continua sperimentazione tecnica, che assicuravano alle immagini un carattere niente affatto meccanico, ma quasi magico. A causa dell'opacità  e della granulosità  della carta, usata come supporto sia per l'impressione dei negativi, sia per la stampa, la calotipia forniva immagini meno precise di quelle della dagherrotipia; tuttavia, proprio per la sua resa più aerea e pittorica, che la rendeva più adatta a restituire “...la scabrezza, la ruvidità  e la immensa varietà  dei toni della natura...”, fu preferita da artisti e fotografi per i propri studi. Con l'evoluzione e i miglioramenti apportati alla tecnica, il negativo di carta fu poi utilizzato, in particolare, dai fotografi viaggiatori, anche per la notevole riduzione del peso dei materiali e la possibilità  di prepararli alcuni mesi prima dell'uso. La tecnica del negativo di carta, per i suoi particolari effetti “pittorici” e le sue possibilità  interpretative, ha contribuito oltre tutto a fondare quella specifica tendenza, nell'ambito dell'estetica fotografica, volta all'evocazione e alla restituzione della realtà  fotografata in chiave soggettiva e intimista.